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Katja Camenisch

Duvin

Infermiera

Per me il tema della fede è presente soprattutto in ambito professionale, in quanto lavoro nel campo delle cure ospedaliere. È un tema che emerge soprattutto nel reparto di cure palliative, dove ci sono persone prossime alla morte. I pazienti a volte desiderano la visita del prete o del pastore. Capita che esprimano anche il desiderio di pregare insieme. Per aiutare le persone che non sono più in grado di esprimere questo desiderio, chiediamo ai parenti: "La fede era importante per questo paziente?".

Ho notato che la maggior parte dei morenti si chiede: "Perché? Perché ora? Perché proprio io?". Spesso si chiedono anche: "Che cosa viene dopo o cosa succede dopo?". Si tratta di domande alle quali il personale curante non sa dare risposta. Ecco perché penso che sia meglio coinvolgere un pastore, una pastora o un prete, che abbiano una visione delle cose diversa da quella che abbiamo noi dell'assistenza.

Ci sono momenti in cui credo, ma direi che sono piuttosto rari. La morte di mio padre è stata certamente un punto di svolta. Quello è probabilmente anche il motivo principale per cui non credo più molto o non credo per niente in Dio. Anch’io pongo la domanda: “Perché?". E non avrò mai una risposta.

Tutti dicono sempre che Dio c'è, è presente, aiuta. Ma in quel momento non ha aiutato, né me, né noi. È per questo che sono piuttosto delusa.

« La morte di mio padre è il motivo principale per cui non credo più in Dio »

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